Tra la Giornata per la Vita e un articolo di Pietro Calabrese
Ieri in Piazza del Plebiscito si celebrava la Giornata della Vita da parte della Comunità ecclesiale cattolica. Gruppi e movimenti con i loro gazebo proponevano in vario modo la loro presenza nel territorio. Il Messaggio della giornata sollecita un'attenzione particolare alle povertà , nuove e vecchie. Ad alcuni amici di un'associazione che era presente abbiamo offerto il nostro "farci prossimo" agli immigrati di Napoli con due segni: la foto della piccola Carla, nata da senza fissa dimora rumeni il 26 dicembre scorso e di cui si prendono cura particolarmente gli amici dell'Associazione Siloe , e la presenza di una famiglia di immigrati africani che assistiamo. Sono i volti e le realtà concrete che il Messaggio invita a servire ed amare. Mentre vivevamo questa mattinata, con le sue ricchezze e i suoi punti di domanda, ci è giunta un'email di Lucia, una giovane sposa. Con un articolo, di quelli scritti con l'inchiostro della verità . Che riguarda anche la nostra Napoli e ci ricorda ancora Yussuf, per il quale il 12 prossimo è prevista una fiaccolata a piazza Cavour a un mese dalla sua morte... Vita è dare anche risposta alle domande che pone Pieto Calabrese e alla tristezza di Lucia, dopo aver letto il suo articolo.
PERCHE' CERTI GIORNI MI VERGOGNO DI ESSERE CITTADINO DI UN PAESE MORALMENTE OPACO COME IL NOSTRO
Cronache ordinarie di un Paese che muore. Cronache di un lungo fine settimana dell'orrore durato tre giorni, uno dietro l'altro, come se un macabro regista ne avesse deciso la sceneggiatura. Venerdi sera: una ragazza di 29 anni ha un infarto mentre sta in una discoteca dalle part di Rovigo. LA musica si ferma, nessuno chiede dal microfono se in sala c'è un medico, Evelyn è stramazzata al suolo e viene adagiatadagli amici sul divano. Non sappiamo se è morta subito o dopo qualche minuto, ciò che sappiamo che tuttihanno coninuato a ballare e a sballare. Sabato sera, 400 Km più a sud, a Napoli, dalle parti del rione Sanità , muore un marocchino di 37 anni. Muore di freddo, di incuria, di malamore. Muore perchè un gruppo di balordi per movimentarsi un po' la serata l'ha preso e buttato nell'acqua gelata di una fontana. Poi l'hanno tenuto dentro per un po'. E ridendo dello scherzo se ne sono andati, rinfrancati perchè finalmente la serata aveva preso la direzione giusta. Lui, Youssuf Errahali, ha strisciato fino a una panchina e ci si è steso sopra. E' rimasto così a gelare per il freddo finchè all'alba non ce l'ha fatta più ed è morto. Possiamo dirlo? E' morto come un cane, come una bestia, battendo i denti e sognando il cielo del suo Paese. E siamo arrivati a domenica, il giorno di DIo, dedicato al riposo, alla preghiera, alla famiglia. E talvolta agli stupri. Non so dirvi dove il fatto sia avvenuto perchè i giornali gli dedicano solo poche righe. Una "breve", come si dice in gergo. "il 10 gennaio era stata violentata. Domenica scorsa l'hanno rapinata di 5 euro e uccisa di botte. Vittima una vagabonda di 42 anni, Filomena Rotolo, picchiata in un capannone della periferia". Nn si sa dove sia questo capannone e nessuno naturalmente può dare notizie certe della povera Filomena. Sappiamo solo due cose: la donna è morta ammazzata di botte, e prima di ucciderla qualcuno le ha tolto di tasca tutto ciò che possedeva: 5 euro, pari alle antiche diecimila lire. Tanto valeva la sua vita, tanto è stata pagata la sua morte. Tutto questo che vi ho raccontato per dire che? I soliti sulla società turpe e impietosa nella quale viviamo? Sui costumi malmostosi con i quali ci tocca convivere gomito a gomito? Non na ho idea. So solo che sono profondamente disgustato e che certi giorni mi vergogno di essere un cittadino di un PAese moralmente opaco come il nostro.
Pietro Calabrese











