Sobrietà e stili di vita. "Kiva...là! " Un piccolo viaggio nel microcredito. di Luigi Salvio


 “Si può fare...”

Così cominciava una mail che qualche mese fa avevo inviato ad amici e parenti raccontando quanto mi era successo, guardando un film insieme a Fiorella, e che desideravo mettere a disposizione dei miei cari come esperienza. Da quel racconto voglio ripartire per parlarvi della mio piccolo viaggio nel microcredito: come è nato, come si è sviluppato,come è andata a finire...e come continua! Ecco quanto scrivevo a novembre dello scorso anno:

Si può fare...qualcosa si può e si deve fare. Sono sempre stato accompagnato da queste idee nel tentativo di muovermi con e per il mondo, di camminare insieme all'umanità che mi circonda, a volte massacrata, a volte distratta, a volte strafottente, a volte attenta e partecipe. Spesso però disillusione, sconfitte, egoismi e lo stato di cose imperante rischiano di far tirare i remi in barca. Tante volte mi sono domandato se tutti i tentativi di partecipazione ed impegno politico e sociale avessero un senso o fosse veramente tutto inutile. Poi però accade sempre qualcosa (mai per caso) che rinnova forza e speranza, piccoli segni, folate di vento che rimettono la barca in movimento.
E allora può succedere, come è accaduto a me e a Fiorella, che guardando un film trovi una piccola risposta! L'altro ieri decidiamo di vedere un dvd e tra varie opportunità la nostra scelta ricade su 8 - Eight, un film che, in otto episodi girati da altrettanti registi, prova a parlare degli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite. Sinceramente il film non è niente di eccezionale come fattura, ma alla fine riesce quantomeno a puntare un riflettore su un'azione (disattesa purtroppo perché alcune delle nazioni -tra cui l'Italia- non hanno tenuto fede agli impegni presi) di cui poco si sa e si conosce. Nell'ultimo episodio, quello sulla Partnership Globale, vengono fatti diversi riferimenti agli impegni assunti durante i vertici G8, si parla di microcredito attraverso la voce di Yunus
(in questi mesi inquisito per poi essere scagionato dal governo indiano, n.d.r.), di collaborazione, di promesse disattese (pensavo con rabbia al nostro governo che da due anni non versa un centesimo al Fondo Globale per la lotta all'AIDS, Tubercolsi e Malaria). Ad un certo punto di questo spezzone appare sullo schermo un rettangolo con un indirizzo internet impresso...ci facciamo caso, ma passa...andiamo avanti.

Il film finisce, lo commentiamo e  pensiamo a quanto abbiamo visto...

Ieri mi è tornata alla mente quell'immagine e ho provato a mettere a fuoco l'indirizzo, che non ricordavo bene. Sono andato un pochino a tentativi...al primo mi sono ritrovato su un sito per la giustizia economica in Kentucky...e non mi sembrava essere ciò che cercavo. Ho continuato a googlare inserendo un pochino di parole chiave differenti, e alla fine sono arrivato alla soluzione: www.kiva.org.
Con il mio inglese stentato ho cercato di capire per bene di cosa si trattasse e come funzionasse, ed in pratica ho scoperto che è un sito che offre la possibilità di finanziare progetti attraverso il microcredito! Persone che hanno bisogno di microprestiti per sviluppare il loro lavoro presentano un progetto, certificato da partner che operano sul territorio, e questo viene inserito in un paniere di progetti microfinanziabile da parte degli utenti del sito. Una volta chiusa la raccolta fondi il progetto viene finanziato e la persona che ha chiesto il prestito può restituire il suo debito in un tempo determinato.

Non ci ho pensato su due volte e ho deciso di dare 25 dollari (la quota minima) ad un carpentiere peruviano che aveva bisogno di un prestito per migliorare la sua attività. Ho preso la mia carta prepagata, mi sono registrato...e via! Non c'è scopo di lucro, non si guadagna niente, ma una volta restituiti i soldi (le percentuali di recupero crediti sono vicine al 100%), puoi decidere cosa farne. Donarli al sito, reinvestirli in altri progetti...e credo anche averli indietro (ma questo non l'ho capito bene...devo studiare meglio l'inglese).

 

25$ sono meno di 20€...quanto spendiamo mediamente una sera per uscire con i nostri amici, per comprare un paio di libri, per andare allo stadio a vedere una partita, o a teatro a vedere uno spettacolo di media qualità...molto meno di un caffè al giorno. Quello che ho trovato interessante in questo metodo è 1) la partecipazione, diretta e condivisa, al bisogno dell'altro senza intermediari (banche, fondazioni), 2) che non si fa assistenzialismo, ma si dona la possibilità a persone che ne hanno la volontà, di autodeterminarsi e crescere. E' per questo che vi scrivo, perché credo che ad un certo punto oltre alle parole servano i fatti...e le persone che li attuino. Per anni abbiamo parlato di microcredito, di progettazione, di cooperazione! Bene, ora abbiamo la possibilità di farlo, di esserci, di uscire dal circolo vizioso della chiacchiera. Il mio è un invito a partecipare...e partecipare numerosi. Potete scegliere il progetto che vi sta più a cuore: il sito mette a disposizione una serie di filtri che danno la possibilità di scegliere tra le vari proposte di finanziamento. Potete scegliere di finanziare ad esempio solo progetti al femminile, o per settore (agricoltura, artigianato, etc.), o vedere su una mappa l'area geografica che più vi interessa.
Tocca a ciascuno di noi fare qualcosa...non possiamo più aspettare!

E quasi dimenticavo: ieri sera mi è arrivata una mail da kiva.org, l'ho letta e ho sorriso! Il progetto che ho scelto di finanziare, grazie al supporto di altre 47 persone sparse per il mondo, ha raggiunto il 100% delle quote necessarie per essere finanziato e Felipe, il peruviano carpentiere, potrà migliorare la sua attività! Non potete immaginare che gioia!

Oggi rileggo quanto scritto qualche mese fa, e alla luce di come è andata a finire sono felice! Ho ricevuto il primo avviso di rientro del debito (la restituzione in questo caso era stata suddivisa in tre mesi). Con una puntualità svizzera il carpentiere peruviano ha ripagato, a quanti avevano avuto fiducia in lui e nel sul progetto, tutta la somma che gli era servita per migliorare la sua condizione di lavoro e dare un sostegno concreto alla sua famiglia. E allora, con in cassa nuovamente i miei 25€, insieme con Fiorella, abbiamo deciso di riutilizzare questi soldi per finanziare un altro progetto: questa volta la scelta è ricaduta sul Libano, e su una donna che vende frutta e verdura e prova a dare un futuro degno a suo figlio. Insomma, il sistema funziona e dona delle risposte concrete!

Sicuramente non è l'unica soluzione possibile, sicuramente bisogna continuare a lavorare affinché vengano estirpate alla radice le cause generatrici di disuguaglianza, ma proprio in questo senso abbiamo tra le mani un altro strumento di lavoro. Un altro, sì! Perché poi a pensarci bene anche quando sosteniamo a distanza i nostri progetti, in Romania, in Perù, a Cuba, in Sri Lanka, in qualche modo investiamo sul miglioramento delle condizioni di vita dei nostri operatori locali e soprattutto dei nostri bimbi, donando loro la possibilità di crescere in un contesto migliore, dando loro la possibilità di avere una formazione che possa permettergli un giorno di essere donne e uomini liberi e autonomi. In questo caso non ci torneranno indietro € o $, ma il mondo, tutto, né guadagnerà in termini di quel “capitale sociale” necessario per un cambiamento possibile, sempre più necessario

Luigi Salvio

 

Il sito di Kiva: http://www.kiva.org

Una scheda sul film: http://www.movieplayer.it/articoli/04952/utopie-per-un-millennio-migliore/

Il sito della Campagna del Millennio: http://www.campagnadelmillennio.it/

Fonte dell'articolo di Luigi:  la rivista della Lega Missionaria Studenti "Gentes"

Foto della Famiglia del carpentiere aiutata col microcredito

Le immagini sono tratte dalla Rete internet