17 Giugno: Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità
fonte: testo e foto AdnKronos
La desertificazione e il degrado toccano oltre il 30% del territorio italiano

Roma, 14 giu. (Adnkronos) - Oltre il 30% del territorio italiano è influenzato da processi di degrado e desertificazione. Ma il fenomeno non è un problema solo italiano. La desertificazione, infatti, coinvolge i territori di molti Paesi in via di sviluppo e riguarda anche i Paesi mediterranei. A riferirlo sono stati un pool di esperti nel corso della prima giornata del workshop "Sviluppo e conservazione dei servizi degli ecosistemi contro siccità e desertificazione", organizzato oggi e domani dall'Enea in collaborazione con Ispra, Cnr Cra ed Inea.
"Questo processo tuttavia -hanno avvertito i ricercatori- non è inevitabile e si può intervenire cercando di innescare un circolo virtuoso di miglioramenti attraverso un'attenta gestione del territorio in un'ottica di sostenibilità". "L'uso sostenibile del territorio si pone come obiettivo la conservazione degli ecosistemi ed il ripristino di quelli degradati, intesi come valore inestimabile per il benessere sociale ed economico" ha evidenziato Vincenzo Artale, Responsabile dell'Unità Tecnica Modellistica Energetica Ambientale dell'Enea.
"Per conseguire questo risultato -ha aggiunto Artale- è necessario un impegno congiunto da parte di Enti di Ricerca, Università e delle Istituzioni locali e centrali, per contrastare la fragilità ambientale dei territori e le conseguenze connesse alla sicurezza ed al benessere sociale".
Per Artale, inoltre, "la siccità e la desertificazione vanno affrontate con strategie e con progetti di ricerca che permettano di intervenire sull'insieme dei problemi che portano al degrado e al depauperamento delle risorse, a cominciare dalla gestione del territorio e dell'ambiente e alle interazioni con le attività umane e produttive, tenendo in considerazione le capacità di carico degli ecosistemi e della rinnovabilità delle risorse".
Nella prima giornata di lavori all'Enea, i ricercatori e gli esperti di numerose istituzioni scientifiche italiane hanno quindi aperto un confronto per rilanciare la lotta alla desertificazione e hanno presentato i risultati dei loro progetti di ricerca scientifica ed i nuovi approcci integrati e multidisciplinari per affrontare i nodi irrisolti della salvaguardia dell'ambiente delle terre secche. E non è tutto.
Domani, nella seconda giornata di lavori, gli esperti si confronteranno sulle strategie e le politiche nazionali ed internazionali. Al confronto prenderanno parte esperti del ministero dell'Ambiente, Apre, ministero delle Politiche Agricole, Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione, Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici, nonchè di importanti enti di gestione del territorio, come le Autorità di Bacino della Puglia e del Liri, Garigliano e Volturno e dell'assessorato ai lavori pubblici della regione Puglia.
"Con la Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (Unccd), istituita nel 1994, le Nazioni Unite -sottolineano gli esperti riuniti all'Enea- hanno elaborato strategie per affrontare il complesso quadro di situazioni di degrado in atto, che i paesi interessati dal fenomeno si sono impegnati a recepire nei loro Programmi Nazionali di Lotta alla Desertificazione". "Il contrasto alla povertà -aggiungono- è il primo passo per innescare quel ciclo virtuoso di miglioramenti che ha ricadute anche sull'ambiente, essendo i due fenomeni interconnessi fra loro".
Secondo i ricercatori, inoltre, "il degrado del territorio derivante da uno sfruttamento eccessivo delle risorse determina il fenomeno delle terre secche e più in generale della desertificazione, con effetti di erosione, salinizzazione, deforestazione e con risvolti sociali di salute, sicurezza, demografia, povertà".
"Anche l'Italia -è stato l'appello degli esperti nel corso del workshop- deve realizzare un suo Programma Nazionale di Lotta alla Desertificazione, con la definizione di strategie ed azioni da mettere in campo per attuare la Convenzione". "La verifica dell'impatto effettivo sul territorio delle azioni e delle politiche -hanno concluso- dovrà essere rilevato e periodicamente riferito all'Unccd utilizzando indicatori bio-fisici e socio-economici preventivamente concordati a livello internazionale".
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