Il Consiglio Direttivo di Città della Gioia Onlus ha deliberato la costituzione del “Centro di documentazione su sobrietà e stile di vita”.  Siamo nell’orizzonte culturale, sociale e politico in cui si colloca l’impegno culturale e sociale della nostra Associazione.

Il Centro ha la sua sede in Via Atri, 33 – Napoli, nostra sede operativa.

Obiettivi del Centro nel breve-medio periodo sono:

  1. Costituire una piattaforma di documentazione, anche multimediale, sulla sobrietà come stile di vita e sulle sue ricadute culturali, formative, sociali, economiche e politiche;
  2. Sostenere le attività associative e di rete (osservatori, forum, tavole rotonde, seminari, incontri, laboratori) con strumenti documentali;
  3. Collaborare alla promozione della costituzione di reti sociali sulla materia (altre associazioni, realtà sociali, istituzioni, scuola/università), a supporto di laboratori di studio, di ricerca e di impegno nell’elaborazione di riposte concrete alle esigenze di giustizia sociale, di sostenibilità ambientale, di economia di giustizia, di equità e di solidarietà;
  4. Offrire alla Città, nel territorio di riferimento associativo, la possibilità di utilizzare detti strumenti, secondo le norme stabilite dall’Associazione.

Il Centro sottoscrive per l’Associazione abbonamenti a riviste e strumenti multimediali, a supporto della sua attività. Allo stato sono sottoscritti i seguenti abbonamenti:

A – Rivista “Valori”, mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità;

B – Rivista “Scarp de’ Tennis”, il mensile della strada (E’ un giornale di strada non profit);

C -Rivista online “Narcomafie”, http://www.narcomafie.it/, a cui siamo abbonati come soci dell’Associazione LIBERA,  Associazione, Nomi e Numeri contro le Mafie.

 

QUEGLI OCCHI CHE SCINTILLANO VITA di Pasquale Salvio

 

Quegli occhi che scintillano Vita

 

Roberta Maria, la sua Famiglia, il suo Papà che scrive un libro.

 

Una storia che ne comprende tante. Perché nessuno sia escluso.

 

 

 

   Con mia moglie e i miei figli ho la gioia di conoscere Maria e Fortunato da quando erano ragazzi. Una comunità e la vita ci misero insieme, noi adulti, nel cammino, sul terreno fecondo della fraternità. Il loro amore li portò ad un “si” convinto, a Napoli. Fuori la chiesa di S. Francesco di Paola, in Piazza del Plebiscito, di fronte alla Reggia, un’autoscala dei Vigili del Fuoco suonò la sua sirena, mentre su di loro il lancio del riso di parenti e amici cadeva come pioggia di primavera sulla loro felicità. Sposi! Il colonnato sembrava abbracciarli a nome della Città, come due braccia aperte sul Mondo. Milano li accolse; dove Fortunato svolgeva il suo lavoro di Vigile del Fuoco e Maria si inseriva, con la sua creatività e la sua forza, nel mondo del lavoro. Una nuova vita, nella Città dove visse gli albori, con Gabriella mia moglie, anche la nostra famiglia e dove nacquero i nostri figli. Fu così anche per loro. Andrea, poi Francesca: due splendidi doni  del loro “si”, impreziosirono lo scrigno esistenziale di questa famiglia di napoletani a Milano. Ancora una. Pur amando le proprie radici partenopee, profonde, costruiscono con fatica ed entusiasmo la loro storia. come tante famiglie di emigrati. L’asse  Milano-Napoli viene percorso nei due sensi negli anni che si susseguono; anche dalle famiglie di origine e dagli amici. Due città da sempre legate dal cordone ombelicale delle migrazioni interne. In una questione meridionale mai risolta. Anzi, accentuata nei primi decenni di questo nuovo millennio; e che l’attuale drammatica pandemia sta marcando ancora di più con nuove e vecchie problematiche. L’impegno nella parrocchia di don Maurizio, la loro, apre anche ad un protagonismo nel territorio. Andrea e Francesca crescono. Gli studi e gli impegni culturali e sportivi, sono frutto di una formazione vivace e di qualità. I risultati non mancano. Finché la notizia, circa cinque anni fa: Mamma è in cinta. Seguiamo anche noi questa bella, inaspettata notizia, con l’amore che ci lega a tutti loro. Nasce Roberta Maria. E segna lo spartiacque esistenziale tra il prima e il dopo. In un crescendo, purtroppo, sempre più doloroso e sofferente, la vita della famiglia cambia, viene letteralmente stravolta: la piccola Roberta è portatrice di una malattia rara, che – pare – dia poche speranze. Per Maria, Fortunato, Andrea, Francesca e, soprattutto, per Roberta inizia il loro calvario. Gli occhi scintillanti di questa Bimba, ulteriore frutto di un amore forte, dono di un Amore più grande, riescono a sostenere Mamma, Papà, Fratello, Sorella, Nonni, Zii, Amici. Veicolo di un’anima che fin dall’inizio è specchio di rEsistenza. Luci che brillano nello sguardo di una “guerriera” che, pur sull’altare della sofferenza, è e sarà capace di regalare sorrisi, forza, coraggio, e finanche gioia. Nonostante…  Come stare in Paradiso stando all’inferno”: è il titolo del  blog, della pagina Facebook  e della chat di wapp che Fortunato comincia a scrivere, con precisione, caparbietà, competenza acquisita sul campo degli innumerevoli ricoveri, interventi, incontri, scontri. Il “non molliamo” che chiude ogni post è una cosciente promessa realizzata o confermata. Intorno al blog si allarga un’onda di relazioni e di informazioni. Spinta da un’energia instancabile, dà forma, volto, voce al  popolo di Roberta”. Sempre più numeroso, coinvolto, ammirato di questa Famiglia ancora più unita nell’amore resistente. Capace di generare solidarietà con chi vive lo stesso percorso sofferente per malattie rare. Generatrice di protagonismo civile, sociale e politico, affinché le famiglie in cui si vive il dramma della disabilità grave, possano affermare e vedere riconosciuti i diritti previsti dalla nostra Costituzione, in più articoli.

 

 

Settembre 2020. Fortunato mi scrive e mi dice di un suo libro in uscita, a cui vorrebbe che Carlo Verna scrivesse la prefazione. Questi comprende il valore delle finalità del libro e la firma, come Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. 

 

 

Ottobre 2020. La LFA Publischer, di Lello Lucignano, editrice napoletana in espansione intelligente e coinvolgente, pubblica il volume.

 

 

Novembre 2020. Il libro, “Nessuno è escluso” (*), è tra le mie mani. La prefazione di Carlo Verna è come un invito al lettore a vivere un’esperienza speciale il cui punto di partenza è “l’atto d’amore”: non solo un esercizio di lettura di una storia  che ne è lo sviluppo, ma un invito a ciascun lettore a scriverne “un capitolo nel segno della solidarietà”. Anche le Istituzioni, nell’ambito delle loro responsabilità. Fortunato conferma la capacità di scrittura agile, asciutta, creativa che consente al lettore di entrare nel cuore della storia di Roberta Maria e della sua Famiglia. Leggo come una sorta di diario, condiviso, senza compromessi. Quasi una “contemplazione” (particolare forma spirituale che permette di sentirsi in qualche modo coinvolto nella narrazione che si legge o si osserva). Ma – confesso – sento il bisogno di tornare frequentemente sulla copertina, dove una splendida foto di Roberta regala il suo viso bellissimo e il suo sguardo scintillante. Di Vita. Lo avevo ammirato con Gabriella quando vennero a Napoli. Non potemmo farlo a Milano, quando era ricoverata al Niguarda. Ogni giorno, molte volte di notte, le pagine scorrono tra le mie mani e, anche se molti degli isodi narrati sono stati pubblicati sul blog, intravedo un filo rosso nuovo che lega persone, eventi, sentimenti. Portandoli in un presente, segnato anche dalla pandemia di Covid-19,  che si apre ad un futuro che dia risposte alle promesse che Fortunato scrive nelle ultime righe, prima di concludere con il suo grido di impegno  Noi non molliamo”.  Dopo la prima parte, dedicata alle incredibili peripezie sanitarie e umane, fino all’incontro provvidenziale e di svolta col “mago Diego”, medico del  Mayer di Firenze (… e in questi giorni il Diego del calcio e di Napoli è volato in Cielo, forse ispirazione per quel nome di fantasia),  Fortunato dedica la seconda parte del libro alla sua Famiglia, tutta “guerriera”. “… La nostra esperienza… ci ha costretto a modificarci, a crescere, reinventarci, ma nonostante tanti, tantissimi momenti di difficoltà, talvolta anche estremi, non abbiamo mai smesso di amarci l’un l’altro…”. E commoventi sono le “lettere” che scrive alla sua Sposa, Maria, e ai suoi Figli, Andrea e Francesca, oggi adolescenti. Il libro ricorda, sottolinea la loro corresponsabile presenza accanto a Roberta; che si è fatta capacità di donazione,  in una fase così cruciale della loro crescita. Nell’ultima parte emergono anche alcuni significativi frutti sociali di questo faticosissimo percorso ad ostacoli, illuminato costantemente dal volto e dallo sguardo di Roberta. Frutti di  responsabilità personale e collettiva, promotori di cittadinanza attiva. Fortunato, scrittore, accompagna il lettore nelle problematiche con la sanità lombarda e l’istituzione Regione, rispetto alle terapie, alla burocrazia, ai presidi di protezione in tempo di Covid-19; e nelle battaglie per ottenere sacrosanti diritti per Roberta, come il trasporto aereo, che ha coinvolto i rapporti con Alitalia, Ministero, Agenzie varie. Maturano le condizioni e, direi, l’esigenza di trasformare un evento “privato” in una realtà pubblica con la costituzione dell’Associazione “Nessuno è escluso” e di un Coordinamento di famiglie lombarde con pari problematica, per fare, e non da soli, azione culturale, sociale e di advocacy  sulle Istituzioni responsabili Persino il Presidente del Consiglio dei Ministri, a cui Fortunato scrive.

 

Tutto questo e tanto altro “E’” questo libro. Che si incarna in volti, problemi, risposte possibili, Speranza. Tutto converge nel volto di Roberta. Un volto e uno sguardo che ti scrutano l’anima, ti interrogano, ti danno forza e speranza di Vita. E ti accorgi che, forse, è Lei che, oltre ad essere aiutata, aiuta la Famiglia e noi tutti a ritrovare il senso delle cose che contano, e per le quali vale la pena di giocarsi l’esistenza, in uno sbilanciamento d’amore verso l’Altro. E forse quello sguardo - per chi è credente nel Dio di Gesù Cristo, e non solo,  perché vive una spiritualità dell’Esistenza - può aiutare a capire o riscoprire il senso della vita. Magari, in questo periodo, verso il Natale. Che non è, oggi ancor più con le limitazioni per la pandemia, il festival triste dei consumi mancati, ma l’incarnazione dell’Amore che interroga ciascuno su un mondo più giusto, inclusivo, in particolare delle persone più fragili. Lo scrive ancora Fortunato: “Questa storia, della quale speriamo di raccontare il più a lungo possibile, lo ribadisco, non potrà mai prescindere dall’amore, lo stesso che ci ha permesso e ci permette, ogni giorno, di fronteggiare ciò che altrimenti non sarebbe possibile affrontare”. Proprio coì, caro Fortunato. Grazie a te, a Maria, ad Andrea (di cui oggi ricorre l’onomastico, auguri!), a Francesca e, soprattutto, alla nostra piccola splendida grande “guerriera”, Roberta Maria. Con gli occhi che scintillano Vita. Chiudendo il libro, mi ritorna la copertina e quel tuo sguardo, Roberta Maria. E, davvero, ciò che r   di Città dellaesta “dentro”, mentre mi raggiunge, è il profumo dell’Amore.

 

 

 

Pasquale Salvio di Città della Gioia Onlus

 

 

 

(*) “Nessuno è escluso – Come pensare  di essere in paradiso stando all’inferno”.  Prefazione del caro amico Carlo Verna, Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, per l’Edizione della LFA Publischer, di Lello Lucignano. “Nessuno è escluso” è anche l’Associazione di Promozione Sociale, presieduta da Maria Coppola, Mamma di Roberta, a cui andranno i proventi della vendita del libro, indirizzati a favorire la ricerca  (https://www.nessuno-escluso.it/). Lo stesso Fortunato rappresenta il Comitato Lombardo Famiglie di disabili gravi, che sono, come lui scrive nel libro, “agli arresti domiciliari”.

 

Il libro entra nella biblioteca di “Città della Gioia Onlus” (www.cittadellagioia.eu; https://www.facebook.com/cittadellagioia.onlus), l’associazione napoletana, sociale e culturale, di cui faccio parte.

 

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