Migranti e senza dimora: si continua a morire

Non sono distanti il Centro Direzionale di Napoli dalle coste italiane e europee verso cui si dirigono le barche e i gommoni della speranza, affollate di disperazione. Ieri mattina, 18 gennaio 2016, un passante del Centro Direzionale di Napoli, ha trovato il cadavere di un uomo di 50-60 anni, senza documenti, che presumibilmente aveva trovato lì  riparo dal gelo che sferza le notti in questo inverno ritardato. Si aspetta l'autopsia per la causa del decesso. A chilometri di distanza, ma accomunati da un dramma simile, donne, uomini e soprattutto bambini continuano a morire in mare  o vicino alle coste italiane ed europee. L'immagine del piccolo Aylan, morto, è sfuocata e distante... Sembriamo ormai assuefatti ad una situazione che fa inorridire, nonostante le testimonianze di accoglienza e di amore concreto che nel silenzio si fanno prossimo a queste sofferenze. Per Napoli, resta in campo l'inadeguatezza della risposta sociale all'istanza di dignità e di vita per le persone senza dimora. Per i migranti e i rifugiati è davanti alla coscienza personale e comunitaria, italiana ed europea, la domanda di giustizia e di accoglienza, attenta e responsabile, di tanto dolore e tanta sofferenza. Nell'impegno di fondo per la Pace nei Paesi da cui queste persone scappano.

Pubblichiamo la bella composizione di una profuga siriana, che abbiamo ricevuto, e che esprime il peso dell'andare sia dei migranti che degli "invisibili" nelle nostre Città.

 

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